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Artiste:
Claudio Lolli
Titre:
Adriatico
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Non ci sono olandesi a Rimini a parte qualche turista, non ci sono ingegneri idraulici con progetti di riconquista, non ci son terre da recuperare niente battaglie, tutto a posto sembra che debba averla vinta il mare... Certo: il lasciarsi prendere non va sottovalutato, smettere di difendere le ipotesi del passato, lasciarsi andare in un mare tranquillo, che si lecca la riva di cui è innamorato. Guardalo l'adriatico come si muove piano questo mare un po' antipatico e triste; che non promette viaggi che non ci porterà mai lontano che non ha più sorprese ma soltanto coste e isole già viste... Rivedo l'adriatico mentre mi annoio in treno, è uno specchio lontano, statico e riflette il cielo poco sereno di questi giorni da dimenticare vissuti senza storia e il cuore sotto il livello minimo del mare. Certo: lasciare o prendere il gioco non è cambiato, "forse è saggio sapersi arrendere" qualcuno dice tenendo il fiato, "forse è saggio restare fermi ad osservare un abbisso mediocre, guardarsi galleggiare..." Eccolo l'adriatico che viene a prenderci piano piano, col suo ritmo matematico e lento ecco il vecchio padre saggio che non ci ama e che noi non amiamo ecco il sonno non lontano ecco il bicchiere dentro a cui anneghiamo... Non ho visto bambini a Rimini, tranne quelli delle colonie, poveri soldatini minimi, già dati in pasto alle cerimonie, ma resistono, loro, e sanno ancora progettare argini immaginari, sponde, dighe e barriere da non abbandonare ma poi, a sera, imbronciati in faccia al mare non hanno vecchi a cui domandare perché quest'adriatico si muove così, così piano eppure è così fanatico e forte, perché fa scomparire sempre tutto quello che noi costruiamo perché non ci abbandona mai e poi perché noi non lo dimentichiamo...