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Artiste:
Davide Van De Sfroos
Titre:
Gli Spaesati
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Sem quel che sem quel che semm sempru stà, fem quel che fem quel che em sempru fà, chi sa ndu è narem a finì ma sem mia mo' partì. Siam nati contromano cresciuti controvento vivendo in contropiede e siamo un controsenso Facciam lavori vecchi con sogni mal pagati, lavori da ostinati che sembrano svaniti Siam gli ultimi brandelli di una bandiera vera che non sai più se c'è, ma che una volta c'era Capisum la fatiga i sforz de la furmiga capisum mea un prugress che ghe sposta la cadrega Ci chiamano paesani, ma siamo gli spaesati, i chiodi della storia ormai arrugginiti Abbiamo lunghe ombre ripariamo la memoria, restare al nostro posto ormai è l'ultima vittoria Sem quel che sem quel che semm sempru stà, fem quel che fem quel che em sempru fà, chi sa ndu è narem a finì ma sem mia mo' partì. Siam stati gli emigranti siam stati i ritornanti, vi abbiam riempito i libri credendoci ignoranti Ci hanno insegnato i trucchi per essere moderni Ci han fatto scrivere tutto e poi buttare via i quaderni Come fili sottili di un mondo che si scuce, siam l'urlo dello strappo che per adesso tace Sembriamo senza tempo sembriamo senza pace, ma chiamerete noi quando andrà via la luce Ci chiamano paesani, ma siamo gli spaesati valichiamo dei confini soltanto immaginati riconosciamo il nome del posto in cui viviamo, ma abbiamo perso il codice per capire chi saremo Sem quel che sem quel che semm sempru stà, fem quel che fem quel che em sempru fà, chi sa ndu è narem a finì ma sem mia mo' partì. Ci chiamano paesani, ma siamo gli spaesati Anche bloccati qui, ci sentiamo trasferiti Siam l'ultima frontiera tra il ricordo e il cambiamento Siamo il popolo nascosto sorvegliamo un faro spento