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Artiste:
Giorgio Faletti
Titre:
Confessioni Di Un Pianoforte
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Ricordo una donna ricordo un uomo e so che cos'ero e so cosa sono ricordo dei giorni di finestra ricordo dei giorni di minestra e mani più leggere di una piuma e mani farsi dure come pietra e scale così ripide da perderci la vita e scale così rapide da perderci le dita ricordo una donna ricordo un uomo ricordo che c'ero e so che ci sono Ho suonato nei locali ho suonato sulle navi ho suonato per donne da rinchiudersi e gettare via le chiavi e per altre così brutte che nemmeno pagando perché è così che va la vita perché è così che va il mondo Ho suonato nelle orchestre ho suonato da solo nelle notti all'equatore e poi nell'alba scenografica del polo quando il sonno non arriva ed annebbia il ricordo come il giallo per un cieco oppure un do per un sordo e ho suonato e suonato per anni anche dopo che tutto si è spento così forte che il suono di adesso nemmeno lo sento così piano che se ho dei peccati nemmeno mi pento Ricordo una donna ricordo un uomo ricordo com'ero e so come sono ricordo ogni battito di ciglia gli sguardi dei ritratti di famiglia e vesti impolverate dal deserto e scarpe insanguinate di fanghiglia e il tempo dalle stalle crepitare come il lampo e notte dalle stelle rotolare come il tuono ricordo una donna ricordo un uomo e il bianco ed il nero che ancora ci sono Ho suonato giorni acuti ho suonato giorni gravi ho suonato per uomini da rinchiudere e gettare via le chiavi e per altri così stupidi che nemmeno pregando perché è così che va la vita perché è così che va il mondo Ho suonato a passo lento ho suonato veloce ho inseguito ballerine e poi il corpo evanescente di una voce e ho lanciato il mio segnale in fondo a un mare profondo perché cambiasse la vita perché cambiasse il mondo e ho suonato inseguendo l'estate e sfuggendo l'autunno e il suo vento come fosse il silenzio parola e il suono un commento come fosse la musica un sogno ed io il suo strumento (Grazie a Marina per questo testo)